Infinite informazioni e lo strumento per guardarle: da un gioco di parole - il termine matematico Googol, (che indica un numero composto dalla cifra 1 seguita da 100 zeri), e la parola inglese goggles (binocolo) è nato il nome del più conosciuto motore di ricerca, Google.
Se ne parla, bene e male, ormai tutti i giorni.
E' di queste ore la notizia della "guerra" intrapresa da Murdoch verso quello che viene definito il "colosso di Mountain View". Ed alla dichiarazione provocatoria di Murdoch "I motori di ricerca ci rubano le notizie", la risposta di Google è serafica: "Se ne vada".
A Rupert Murdoch consiglierei di dedicare mezz'ora a cercare di capire perchè tutti usano Google. Io l'ho compreso guardando le ricerche che portano persone sconosciute sul mio sconosciutissimo blog.
Ne riporto qualcuna come esempio (chi fosse interessato può guardare qui ogni tanto).
"Bolzano, Trentino-Alto Adige arrived from google.it on "People and dreams. Comunicare: persone, sogni, realta: Rachida Dati, femminilità e contraddizioni delle donne, oggi" by searching for quarantadue anni gravidanza."
"Rome, Lazio arrived from google.it on "People and dreams. Comunicare: persone, sogni, realta: H1N1 Swine Flu" by searching for ansia da h1n1."
"Milan, Lombardia arrived from google.it on "People and dreams. Comunicare: persone, sogni, realta: Non è un paese per giovani..." by searching for sogni "giovani d'oggi". "
Google è diventato il simbolo delle risposte che non vengono date dai media tradizionali alle nostre domande e alle nostre ansie.
Una piccola pillola tranquillizzante.
mercoledì 11 novembre 2009
Google, una risposta alle ansie moderne
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pheqof
data
11/11/2009 10:25:00 PM
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Google,
Rupert Murdoch
lunedì 9 novembre 2009
...una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
Quanti sono i muri che devono ancora cadere?
I muri tra le culture, tra le persone, tra i popoli ricchi e i popoli poveri, i muri del silenzio e dell'omertà, i muri che nascondono la verità e i muri di gomma, contro i quali si scontrano coloro che la cercano, la verità.
I muri eretti dalla diffidenza, dall'egoismo e dal sospetto.
I muri creati dalle parole sfuggite e quelli costruiti dai sentimenti non espressi.
Così ricordo la strofa finale di "Meriggiare pallido e assorto" di Eugenio Montale:
"Nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia"
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pheqof
data
11/09/2009 09:51:00 PM
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Muro di Berlino
domenica 8 novembre 2009
Sottile ma insormontabile, la linea che divide apparenza e realtà
Giardini e prati curati, case e villette ordinate, comunità di persone e gruppi familiari.
Improvvisamente un evento li cambia, trasformandoli in palcoscenici ed attori di un dramma senza autore.
Sono tutte località "normali", abitate da persone "come tante", "riservate" ed "apprezzate", da famiglie composte da genitori "tranquilli" e figli "studiosi" ed "educati".
Ascolto con grande interesse ciò che le persone dicono, dopo il verificarsi di fatti inaspettati, una scomparsa improvvisa, un'esplosione di violenza o di crudeltà.
Li ascolto, sperando di cogliere un cenno, di trovare un piccolo segno ed una dimostrazione che non viviamo in una sfera privata, protetta ed impermeabile.
Ma trovo solo la conferma che esiste una sottile ma insormontata linea di confine tra l'apparenza e la realtà.
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pheqof
data
11/08/2009 03:23:00 PM
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sabato 26 settembre 2009
Bei tempi, una volta! c'era il giornalista, c'era il personaggio e c'era un fatto...
Dilagano i Social Network, Twitter, Facebook, Friend Feed, tutto viene condiviso e le opinioni si scambiano in tempo reale....persino io, che vivo in un paesino della Brianza, ieri sera ho avuto uno scambio veloce di opinioni con una persona che abita in California.
Molti sono i cambiamenti nel mondo della comunicazione, tutto è "allargato", "condiviso", "globale" ed "interattivo".
Per questo sorprende un poco scoprire che i quotidiani, decisamente controcorrente, pubblicano lettere.
Prima pagina, Corriere della Sera, Fiorello ha scritto la sua letterina, oggi. Dice che, pur non avendo l'abitudine di scrivere ai giornali, l'ha scritta per "necessità" e "dovere". Il destinatario? mah! non il Direttore. Perciò scrive direttamente ai Lettori.
(...potremmo chiamarle "Lettere ai Lettori"?).
Bei tempi, una volta!
c'era il giornalista,
c'era il personaggio
e c'era un fatto:
il risultato era un'intervista.
Il giornalista non c'è più, restiamo noi, lettori ad interpretare lettere a cui non possiamo rispondere.
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pheqof
data
9/26/2009 09:28:00 PM
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comunicazione
venerdì 18 settembre 2009
Guerra o Pace?
Per la guerra o per la pace? ci siamo posti questa domanda, quando abbiamo saputo dell'attentato a Kabul?
Sostiene qualcuno che si tratta di una missione di pace - altri che è una missione di guerra a cui vengono applicate le regole delle missioni di pace.
Sostiene qualcuno che si tratta di una missione di pace - altri che è una missione di guerra a cui vengono applicate le regole delle missioni di pace.
Qualcuno afferma che è una guerra...e basta.
Non ci sorprende il fatto che "la Procura di Roma abbia aperto un fascicolo ipotizzando il reato di strage con finalità di terrorismo"?
Un atto di pace, in risposta ad un atto di guerra.
Per la guerra o per la pace? se lo sarannno domandato i sei parà italiani, quando sono partiti per Kabul?
Qualcuno di loro la considerava una missione di pace - qualcuno si domandava perchè applicare le regole delle missioni di pace ad una guerra.
Qualcuno di loro la considerava una missione di pace - qualcuno si domandava perchè applicare le regole delle missioni di pace ad una guerra.
Loro si sono trovati in mezzo a una guerra...e basta.
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pheqof
data
9/18/2009 06:40:00 PM
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17 settembre 2009,
guerra
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